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Bella-Italia-Pesce60

Fabio Codognola

Chef e Proprietario B.I.P.

Il mio amore per il cibo nasce sin da bambino, quando mi preoccupavo solo di mangiarlo. Sono davvero molto piccolo quando, per la prima volta, cucino delle uova strapazzate con panna, parmigiano e tartufo e le offro a un amico: è in quel momento che capisco che voglio fare il cuoco. Vedere apprezzato il mio piatto mi riempie immediatamente di gioia.

Qualche anno più tardi, a quindici anni, ho la mia prima esperienza in cucina con Domenico Burato, poi continuo con Ruggero e, dopo ancora, con Maffei, ma non mi basta: voglio conoscere il meglio della ristorazione e scoprire segreti e tecniche dei ristoranti stellati e più rinomati.

Al tempo è difficile entrare in quel mondo. Servono infinite competenze e amicizie, e incontro non poche difficoltà per accedervi, data la mia giovane età.

A diciannove anni mi trasferisco a Londra, nel miglior club privato che la città offre all’epoca. Quello è l’unico posto che trovo che propone veramente alta cucina ed è gestito dallo chef patron Alberico Penati: è l’Harry’s Bar.

Dopo quattro mesi Penati, reputandomi all’altezza, mi spedisce ad aiutarlo a Parigi in un locale dietro agli champs elysee. Nonostante la bellezza e le conoscenze acquisite dall’esperienza parigina, sento la necessità di altro, di voler imparare ancora e quindi, dopo altri quattro mesi, torno a casa.

È quello il periodo in cui arrivo a Villa Sagramoso D’Illasi e dove apprendo realmente la tecnica durante i due anni di esperienza nel locale. Successivamente proseguo il mio percorso presso il ristorante Il Desco e li acquisisco ulteriori prospettive grazie soprattutto al genio di Elia Rizzo. Dopo un anno e mezzo circa è la volta dello Zibaldone, dove conosco Luca Nicolis. Questi, nei quattro anni in cui collaboriamo, mi fa capire profondamente l’importanza del marketing.

Questa è la chiave di svolta per la mia carriera e mi trovo a un bivio: fare il passo o rimanere dove sono. Decido di fare quel passo e mi avvio verso una carriera autonoma trovando, quasi per caso, il mio locale.

Ho tecnica, genio e idee chiare di marketing. È novembre del 2011 quando apro le porte del mio ristorante e subito mi rendo conto che quello che ho acquisito non basta. È una continua scalata di sacrifici, pianti, notti in bianco ed estrema dedizione.

Grazie a tutto ciò, oggi, posso dire di essere orgoglioso della persona che sono e il mio locale è la cosa a cui tengo di più.

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